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  • Grest… Quando l’Oratorio va in vacanza…

     

     

    GREST L’ORATORIO IN VACANZA

     

    Grest, la crasi delle parole “GRuppo ESTivo” è l’abito estivo  dell’oratorio che conclude “fuori-parrocchia” il lungo anno dedicato alle tante attività che fanno dell’oratorio un punto di incontro e aggregazione alternativo, delle giovani generazioni. Si corona così un anno speso in attività educative di crescita comunitaria alla luce del Vangelo e del comune senso civico.

    Il Grest coinvolge i ragazzi a partire dalla prima elementare che si ritrovano a cantare, giocare, ballare, ridere, pregare, e meditare con la gioia della condivisione, in un breve ma intenso percorso di vita e amicizia.

    Rendono possibile l’attività oratoriale dentro e fuori la parrocchia i giovani animatori, capitanati da don Vitale, che mettono al servizio dei più piccoli il loro entusiasmo, i loro talenti e il loro tempo; arricchiscono la loro esperienza di vita con un controcanto di altruismo che oggi, per la società tutta, rappresenta la speranza in un futuro migliore.

    Quest’anno il Grest  2017 si svolgerà dal 19 giugno al 1 luglio.

  • LETTERA DEL VESCOVO DI POZZUOLI GENNARO PASCARELLA

    Carissimi fratelli, carissime sorelle,

    Ancora una volta la forza devastante di un terribile sisma ha sconvolto l’Italia centrale, ci sono stati molti morti e tantissimi feriti, interi paesi sono andati distrutti, anche chi non ha subito danni fisici si trova nella drammatica situazione di aver perso tutto, la casa, gli oggetti familiari, i ricordi di una vita.

    Le immagini che ci rimandano i mezzi di comunicazione sono sconvolgenti, interi paesi distrutti, case squarciate, brandelli di vite sconvolte emergono tra le rovine e ci fanno tornare con la memoria i terribili momenti del terremoto che nel 1980 sconvolse la nostra bella Campania.

    Ebbene è proprio in questi momenti così duri, è proprio in mezzo a tanta disperazione che noi cristiani siamo chiamati a dare testimonianza della speranza che c’è in noi e che non delude, siamo chiamati ad essere chiesa, quindi comunità unita e forte nella preghiera e nella solidarietà per i fratelli che hanno perso tutto, ma che devono avere la possibilità di sentire attraverso il nostro sostegno che non sono soli, che Cristo li ama e che di questo amore noi siamo lo strumento che ridona la speranza e la forza di andare avanti e di ricominciare già da oggi a vivere e a ricostruire le loro esistenze sconvolte.

    Papa Francesco, durante l’udienza generale di mercoledì 24 agosto “dinanzi alla notizia del terremoto che ha colpito l’Italia centrale, devastando intere zone e lasciando morti e feriti”, ha tralasciato la catechesi che aveva preparato e ha espresso il suo “grande dolore” e la sua “vicinanza a tutte le persone presenti nei luoghi colpiti dalle scosse, a tutte le persone che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura e dal terrore”. “Sentire il Sindaco di Amatrice dire: – ha continuato – ‘Il paese non c’è più’, e sapere che tra i morti ci sono anche bambini, mi commuove davvero tanto. E per questo voglio assicurare a tutte queste persone – nei pressi di Accumoli, Amatrice e altrove, nella Diocesi di Rieti e di Ascoli Piceno e in tutto il Lazio, nell’Umbria, nelle Marche – la preghiera e dire loro di essere sicure della carezza e dell’abbraccio di tutta la Chiesa”. Ha, poi, invitato i presenti in piazza San Pietro a pregare i “Misteri dolorosi” del Santo Rosario, contemplando Gesù che si è sempre commosso dinanzi al dolore umano e lasciandoci commuovere come Gesù.

    Anche noi come Chiesa di Pozzuoli vogliamo far sentire la nostra “carezza” e il nostro “abbraccio”, mobilitandoci per portare rapidamente soccorso a queste popolazioni colpite e pregando con costanza sia per le vittime che per i sopravvissuti ed i soccorritori, affinché attraverso l’intercessione della nostra dolce madre Maria, possiamo ottenere copiose grazie per tutti loro. Sapete bene che in queste circostanze vengono a mancare i beni di prima ed essenziale necessità ed è per questo che tutte le offerte, che saranno raccolte saranno destinate ai terremotati tramite la Caritas Nazionale. Sia generoso il nostro contributo.

    Già domenica prossima – 28 agosto – e nelle domeniche a seguire fino al 18 settembre nella Preghiera dei fedeli durante le Celebrazioni eucaristiche non manchi una preghiera per questi nostri fratelli e sorelle in sofferenza e per i tanti che sono morti.

    + Gennaro, vescovo

     

     

    Le offerte sono possibili anche tramite i c/c intestati alla Caritas Diocesana di Pozzuoli:

    – Banca Prossima, Iban: IT03S0335901600100000108496

    – Banco Posta IBAN IT50D0760103400000022293807

  • 5 per Mille Al nostro oratorio

    Carissimi,
    Dal prossimo 5 maggio 2020 saremo chiamati alla dichiarazione dei redditi e, per molti, del modello 730.

    Come ogni anno vi chiediamo, se lo desiderate, di poter sostenere con la donazione del 5 x 1000 il nostro oratorio parrocchiale, che come Associazione APS (Associazione di Promozione Sociale) si occupa di offrire ai nostri bambini un tempo e un “luogo” di incontro educativo, di crescita insieme e di svago.

    Ben sapete che la nostra Associazione Oratorio ogni anno fa richiesta di affiliazione alla associazione nazionale #noiassociazione per ottenere così diversi benefici, oltre che ottenere una copertura assicurativa in tutte le sue attività.

    Ma tanti sono i progetti e i desideri che l’oratorio desidera realizzare per e con i nostri bambini e ragazzi. Per fare ciò i nostri educatori hanno bisogno della vostra presenza e collaborazione.

    Donare il 5 x 1000 è uno dei segni di questa presenza e collaborazione fattiva, affinché si possa fare sempre di più e meglio!

    Donare il 5 x 1000 non costa nulla, anzi è un diritto poter scegliere a chi lo si vuole indirizzare e così sostenere ciò che si ha a cuore.

    È semplicissimo donare il 5 x 1000: basta dire al proprio CAAF o fiscalista o ragioniere, che il proprio 5 x 1000 lo si vuole donare all’Associazione “Oratorio BMV Immacolata di Lourdes” e comunicando il seguente codice fiscale dell’associazione 95195400635.

    Confidiamo nel vostro sostegno e vi chiediamo di condividere con quante più persone potete tale richiesta di sostegno.

    Se conoscete, inoltre, fiscalisti che potrebbero darci una mano nella raccolta del 5 x 1000, pubblicizzate tale adesione.

    Vi ringraziamo dal profondo del nostro cuore per ciò che farete!

    Gli educatori tutti e il parroco

    GRAZIE!

  • Appuntamenti Parrocchiali

     

    SETTEMBRE

    • Dal giorno 21  dalle ore 17.00 alle 19.00 si accolgono le richieste dei genitori che intendono avviare ad un cammino di fede i propri figli.
    • Lunedì 28 ore 17.00  accoglienza dei genitori e dei bambini che iniziano il cammino di fede

    OTTOBRE

    • Lunedì 5 ottobre dalle ore 17.00 alle ore18.30 inizio catechesi per tutti i gruppi di Comunione
    • Giovedì 8 ottobre  dalle ore 17.00 alle ore 18.30 inizio catechesi gruppo di Cresima
    • Domenica 25 ottobre mandato ai catechisiti e consegna del libro della fede nel corso ore 10.00
  • Oratorio

    Sabato 10 ottobre

    dalle 15.45 alle 18.00

  • Ecco, ora, il tempo favorevole….

    Ecco, ora il tempo favorevole… E ancora: È ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno».

    Il tempo è una realtà che ci fa comprendere e sentire tutta la fragilità della nostra vita umana, terrena Il tempo ci consuma fisicamente, ma noi siamo creati per l’eternità.

    Tuttavia non bisogna pensare che il tempo ci sia “nemico”; sono assurdi tutti quei comportamenti che vogliono – inutilmente del resto – combattere contro il tempo, sentendolo come un avversario, perché anche il tempo è dono di Dio, che ce lo ha dato come un mezzo di “trasporto” verso la mèta.

    In questi giorni si  vive  – e bisogna dire che ancora si andrà avanti per un bel po’ – il “carnevale” che molto spesso non è più solo un momento di festa per entrare nella Quaresima, ma è ormai quasi ovunque diventato uno stordimento per non pensare a ciò che non passa e godere al momento le gioie di questo mondo che passa, come dice san Paolo: «perché passa la scena di questo mondo!». Si tenta di afferrare e di godere questa scena, di non perdere l’occasione di gustarla, ma siamo creati non per la scena ma per la realtà. Sulla scena si recitano delle vicende e delle avventure, ma la realtà la si vive. (Ricordiamo che nell’Arcidiocesi di Milano e altre zone che osservano il calendario del Rito Ambrosiano la Quaresima ha inizio la domenica successiva al mercoledì delle Ceneri del Rito Romano)

    Nella sua prima lettera ai Corinzi san Paolo parla in modo particolare del valore che ha la nostra vita, nelle sue diverse vocazioni, davanti a Dio, e quindi per l’eternità, perché la vita di tutti è orientata all’eternità.

    In questa lettera egli parla della verginità e del matrimonio: entrambi sono un valore, se vissuti come ricerca di Dio e attenzione a Lui, come mezzo per andare a Lui e per vivere pienamente la vita che non si corrompe più, che non si lascia “consumare” dal tempo, ma cresce nel tempo verso la pienezza.

    Chi vive nella verginità anticipa la vita del cielo, la vita eterna; ma non per questo – dice san Paolo – non è da apprezzare il matrimonio, quando è vissuto bene e nella fedeltà, nella sobrietà, con tutte le virtù. Anzi, egli aiuta a comprendere bene quali siano le tentazioni che possono esserci nella vita matrimoniale, affinché, conoscendole, si vigili con attenzione: e l’aspetto principale che sottolinea come “differenza” tra verginità consacrata e vita matrimoniale è che la prima è già in questa terra un anticipo del cielo, mentre la seconda è, per così dire, più radicata nel mondo e può rischiare di essere soffocata dal mondo, dalla sua mentalità, dalle sue “preoccupazioni. Scrive perciò l’Apostolo: «Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!». Naturalmente, se non vigila. D’altronde si può avere il cuore diviso anche nella vita consacrata, se non si rinunzia ogni giorno a se stessi, al proprio egoismo, alla volontà propria.

    Quello che conta, dunque, nel matrimonio come nella verginità consacrata è essere orientati a Dio e orientare a Dio tutte le situazioni e tutte le realtà della vita quotidiana, per andare a Lui, per vivere già fin d’ora in quella comunione di fede e di amore che ci fa anticipare l’eternità, il nostro futuro.

    Il tempo è breve, mentre l’eternità non ha fine. Dice infatti san Paolo: «Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!».

    Non amare il mondo non significa disprezzarlo, ma significa non mettere nelle cose di questo mondo tutta la nostra attenzione, tutto il nostro desiderio, come se la realtà terrena fosse quella definitiva. No, bisogna vivere in questo mondo, tendendo a ciò che rimane per sempre, attraverso tutto quello che qui si fa, attraverso tutto quello che qui accade, quindi assumendo responsabilmente la vita e la storia.

    Anche san Leone Magno, in uno dei suoi sapiente discorsi, ha delle intuizioni, delle espressioni che ci aiutano a capire come a distaccarci dalle cose di questo mondo che passa e a orientarci bene su ciò che non passa. Ricordando il passo di san Matteo: «Stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita» (Mt 7,14), ci dice che bisogna rinunziare alle soddisfazioni immediate, a possedere con avidità i beni terreni; se noi cerchiamo di possedere le cose di questo mondo, di godere egoisticamente delle cose di questo mondo, rimaniamo imprigionati e non abbiamo la forza – e la gioia che ne consegue – di vivere nella prospettiva dell’eternità in comunione con Dio. Dice san Leone Magno: «Due sono le passioni da cui è mossa la nostra volontà, così diverse tra loro. L’anima, che non può esistere senza amare, o ama Dio, o ama il mondo. L’amore verso Dio non è mai troppo; nell’amore del mondo, invece, tutto è pericoloso. Bisogna avere di mira così decisamente i beni eterni, considerando invece caduchi e passeggeri quelli temporali».

    La meditazione sul valore del tempo e su come viverlo, in questi giorni è quanto mai provvidenziale e necessaria, perché sono tante le tentazioni di sfuggire alla consapevolezza e di non soffermarci a meditare sulla realtà che passa, sul valore delle cose. Noi gemiamo per ciò che passa, mentre dovremmo sapere gioire per ciò che viene: il Regno di Dio che viene in noi, se noi lo vogliamo, se ci apriamo ad accoglierlo. Tutto il nostro intento, il nostro desiderio e impegno dovrebbero essere orientati a cercare, attendere e accogliere il Regno di Dio in noi, e quindi Dio stesso in noi, perché la sua vita diventi la nostra vita, sull’esempio di san Paolo che poteva dire: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Dobbiamo anche noi tendere a questo, fare in modo che Cristo viva in noi; allora c’è già l’eternità, c’è già la gioia di essere sempre con il Signore e questa sarà la gioia che ci sarà data per l’eternità, se saremo fedeli fino alla fine nel cercare il volto di Dio.

    Qui sulla terra siamo stranieri e pellegrini, ricordiamocene! Altrimenti cerchiamo di conquistare la terra per abitarla sempre, ma questo è impossibile: il tempo inesorabilmente passa, però lo sentiamo come nemico soltanto se non abbiamo davanti l’orizzonte dell’eternità, se non tendiamo a Dio.

    Nella vanità di tutte le cose che passano e nella generale sconsideratezza di tanti modi di vivere senza pensare a Dio, senza pensare a quella che è la vera sorte dell’uomo, noi cristiani – sia consacrati che laici – dobbiamo intensificare l’attenzione all’eterno e, pregando, renderne partecipi tutti quelli che vivono distratti, attenti e intenti nelle realtà di questo mondo, distratti e ignari di quelle realtà che invece hanno veramente valore per la nostra vita. «Noi che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo» (Rm 8,23).

    Preghiamo allora gli uni per gli altri, perché tutto quello che è vero, che è buono, che è santo costituisca la nostra condotta di vita: solo così, infatti, viviamo veramente ora e per sempre.

     

    M. Anna Maria Cànopi osb

     (testo tratto da registrazione della Lectio della Madre nelle  Lodi del 17 febbraio 2015)